NNormal Kjerag 02: Più comfort, più risposta, stessa anima tecnica

Quando una scarpa tecnica come la NNormal Kjerag viene aggiornata, ci si aspetta cambiamenti minimi, precisi, quasi chirurgici. Eppure la nuova Kjerag 02 introduce modifiche sostanziali, soprattutto dove non si vedono: sotto il piede. Il risultato è una scarpa che conserva la sua identità minimal e aggressiva, ma che promette un’esperienza di corsa più moderna, fluida e adatta anche alle lunghe distanze.

Vediamo nel dettaglio cosa cambia davvero rispetto alla Kjerag 01 e cosa aspettarsi da questo aggiornamento.

In questo articolo non faremo la recensione della NNormal Kjerag 02, ma più una sorta di preview, provando a ipotizzare quali potranno essere le sensazioni rispetto alla “vecchia” Kjerag.

1. La vera rivoluzione: la nuova intersuola in TPEE supercritico

La Kjerag 01 montava una schiuma EVA supercritica (EExpure): leggera, stabile, con un buon compromesso tra ammortizzazione e controllo. Una scelta coerente con la filosofia NNormal: leggerezza, reattività, sensibilità sul terreno.

La Kjerag 02 adotta invece un materiale più avanzato: TPEE supercritico (sempre con tecnologia EExpure). Si tratta di un elastomero termoplastico più elastico, più durevole e più reattivo dell’EVA.

EVA supercritico vs TPEE supercritico:

Caratteristica EVA supercritico TPEE supercritico
Peso Leggero Leggermente più pesante
Ritorno di energia Buono Molto alto
Comfort Secco, diretto Più morbido e reattivo
Durata Media Elevata
Stabilità Alta Buona (ma più dinamica)

Cosa significa in corsa?

  • Maggiore reattività nella fase di spinta.

  • Più comfort sotto il piede, soprattutto dopo molte ore.

  • Una sensazione di “rimbalzo” più marcata.

  • Meno affaticamento muscolare grazie all’elasticità del materiale.

2. Più stack, più rocker, stessa aderenza

La Kjerag 02 aumenta lo stack height (l’altezza dell’intersuola): da 17.5/23.5 mm della Kjerag 01 a 20/26 mm. Questo permette più ammortizzazione senza compromettere eccessivamente la sensibilità.

Ma il vero dettaglio che salta all’occhio è l’aumento del rocker: la curvatura dell’intersuola è più marcata sia nella parte anteriore che posteriore.

Effetti del rocker più accentuato:

  • Transizione più fluida tallone-avampiede.

  • Meno tempo di contatto col suolo.

  • Favorisce la corsa a ritmi più sostenuti.

  • Aiuta a risparmiare energia muscolare su lunghe distanze.

Questo si percepisce chiaramente già dai primi passi: la Kjerag 02 invita a correre “in avanti”, con una sensazione di spinta più continua.

3. Cosa resta invariato (e va benissimo così)

  • Drop di 6 mm: il punto ideale per un mix di spinta e controllo.
  • Suola Vibram® Megagrip Litebase con tasselli da 3.5 mm: leggerezza, grip e sensibilità sul tecnico.
  • Tomaia in Matryx® Jacquard: ugualmente resistente ma ancora più leggero e traspirante, con fit medio e toe-box abbastanza ampio.
  • No insole: scelta voluta per risparmiare peso e aumentare la connessione piede-suola.

4. A chi è consigliata la Kjerag 02?

  • A chi ha amato la Kjerag 01 ma desidera più comfort e reattività nelle ultra trail.

  • A chi cerca una scarpa leggera ma protettiva, capace di correre forte su terreni misti.

  • A runner più potenti o con appoggio più marcato che vogliono un’ammortizzazione più viva.

In conclusione

La NNormal Kjerag 02 non è un semplice restyling. È l’evoluzione naturale di un progetto vincente: più maturo, più tecnico, più performante.

La sensazione è quella di una scarpa che ti accompagna più a lungo, più velocemente, con meno fatica.

La montagna rimane la stessa. Il modo di correrla, no.

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🗒️ Una nota personale

Lo ammetto: un po’ di amarezza c’è.
La Kjerag 01 era, a modo suo, un prodotto unico sul mercato. Una scarpa che offriva una corsa secca, precisa, quasi “cruda”, con sensazioni che ricordavano quelle delle vecchie Salomon Sense Pro: leggere, dirette, senza filtri.
Un modello per chi amava sentire il terreno, prendere decisioni rapide e restare “dentro” la montagna.

La Kjerag 02 è un’evoluzione logica e tecnica. Piacerà sicuramente a molti di più: è più elastica, più fluida, più protettiva.
È una scarpa più accessibile, più versatile, più adatta a tante ore e a tanti runner.

Ma con l’uscita di scena della 01, scompare anche un certo stile di corsa, più analogico, più nervoso, forse più autentico.