Magnitudo sulla via di un mito

Una curiosità, una coincidenza (e un onore) che speriamo ci porti fortuna….

Magnitudo è un negozio di abbigliamento sportivo con una spiccata vocazione alla montagna. Aperto ad ottobre del 2018, in una via trasversale di via Maccani. Una scelta che agli occhi dei più è sembrata “strana” per via della posizione defilata ma che poi molti hanno apprezzato per la facilità di parcheggio e accesso e che a distanza di un anno sembra essere una mossa vincente.

Questa piccola strada è titolata ad Antonio Detassis, noto falegname di Trento, conosciuto per lo più per le lotte politiche e per essere stato promotore dei primi sindacati trentini.

E cosa centra questo con Magnitudo e con la montagna?

Non tutti sanno che Antonio era il padre di Bruno Detassis (1910-2008), il “Re del Brenta”, uno degli alpinisti più importanti della nostra storia.

“L’alpinismo è salire alla vetta per la via più facile, tutto il resto è acrobazia”

Oltre 200 le vie aperte con una filosofia legata all’alpinismo classico e una classe immensa nell’individuare la via più logica per raggiungere la cima.

Ha iniziato a far parlare di se con l’apertura della diretta alla Paganella (parete sud/est). Spiccano fra tutte la Nordest della Brenta Alta ( Via Trento,1934, con Enrico Giordani e Ulisse Battistata ), la Nordest del Crozzon di Brenta ( Via delle Guide, 1935, con Giordani ), la Sudovest alla Cima Nordovest del Croz dell’Altissimo ( 1936, ancora con Giordani ), il pilastro di destra della parete Sudest della Cima Tosa ( 1937, con Giorgio Graffer ), la via Canna d’Organo al Dain Picol in Valle Sarca ( 1938, con Rizieri Costazza ). Numerose anche le vie aperte sulle Pale di San Martino prevalentemente in compagnia di Ettore Castiglioni.

Fu anche fra coloro che idearono e realizzarono la via delle Bocchette, una delle vie ferrate più famose e suggestive al mondo.

Nel 1956, col fratello Catullo, Angelo Righini e Fortunato Donini, compì la prima traversata integrale delle Alpi con gli sci e l’anno successivo guidò la prima spedizione trentina in Patagonia.

“En do nè boci?  Ste atenti e ricordevelo ben, se rampega prima cola testa, pò coi pei e sol ala fin cole man” 

Noto anche come il custode del Brenta è risaputo che dal suo avamposto al rifugio Brentei, gestito per anni, controllasse tutte le più importanti ascensioni e i più bravi scalatori, pronto sempre a dispensare consigli e a portare soccorso in caso di necessità.


 

 

 

Le sue vie sono delle righe scritte sulle pareti che raccontano la storia indelebile di quello che è un stato e sarà un mito per diverse generazioni di alpinisti.

Un ringraziamento a Betulla Detassis, figlia di Catullo Detassis (fratello di Bruno) che con la sua visita in negozio ci ha dato spunto per questo articolo.

Foto @Trento Film Festival

Foto @Rifugio Brentei