EP.3 — Con le gambe che ho

Quello che è fatto è fatto. Credo.

Dieci giorni al Cami de Cavalls — cosa fa il corpo, cosa fa la testa, e perché non vanno d’accordo

Il 13 aprile è finito il periodo di carico. Non ho smesso di correre — ho smesso di costruire. Uscite corte, passo tranquillo, battiti bassi. Il lungo del sabato è sceso a un’ora e mezza. Dopo un periodo di costruzione, togliere è un gesto strano. Sembra di perdere qualcosa.

Non lo è. Ma convincere la testa è un altro lavoro.

Come ci sono arrivato

L’ultimo weekend di carico è stato la Run Frog Run — una gara affrontata con calma, senza forzare, seguita da una secondo uscita la domenica. Back to back. Non per dimostrare niente, ma per abituare il corpo a muoversi con le gambe già stanche. È uno degli stimoli più specifici che puoi dare in preparazione a una gara di questa distanza.

Poi stop al carico. Inizio dello scarico.

Cosa succede al corpo

Oggi — al 20 aprile, a undici giorni dal via — le gambe lo sentono. Più fresche, più reattive. I battiti scendono a ritmi che prima richiedevano più sforzo. C’è una leggerezza che non sentivo da settimane. E tutto questo dopo solo 8 giorni.

Questo è quello che dovrebbe succedere: il corpo sta assorbendo il lavoro fatto, ricostituendo le riserve, riparando quello che andava riparato. Il segnale che la fase di scarico sta funzionando non è la stanchezza che sparisce — è la voglia di fare di più che torna. Quella voglia va tenuta a bada.

Cosa fa la testa

La testa è un’altra storia.

Convivono due pensieri che non riesco a conciliare.

Il primo: quello che è fatto è fatto. Mancano dieci giorni, non cambia niente quello che aggiungo adesso. Il lavoro è stato fatto nelle settimane precedenti, nelle uscite lunghe, nei back to back, nel gut training. O funziona o non funziona.

Il secondo: non credo di aver fatto abbastanza.

Non c’è modo di risolvere questa tensione prima della gara. Non lo so ancora se ho fatto abbastanza — lo sapprò da qualche parte tra il km 100 e il km 150, quando le gambe risponderanno o non risponderanno. Per adesso convivo con entrambi i pensieri senza dargli troppo peso.

Cosa faccio in questi giorni

Corse brevi, principalmente in zona 2. Niente di intenso, niente che carichi ulteriormente. Il lungo del sabato ridotto a un’ora e mezza — giusto per tenere le gambe in movimento senza svuotarle.

Idratazione curata più del solito. Qualche esercizio di mobilità. Sonno. La routine che si semplifica perché non c’è più niente da costruire, solo da conservare.

E la voglia di aggiungere qualcosa — un’uscita in più, un po’ di ritmo — che continua ad affacciarsi e che continuo a ignorare. È il segnale che il corpo è pronto. Non il permesso di forzare.

Manca poco

Il 1° maggio si parte da Ciutadella. 185km intorno a Minorca, 40 ore di tempo massimo.

Non so ancora se ho fatto abbastanza. Lo scopriremo dopo il CDC.

 

Nicola — Magnitudo, Trento